Per la TERZA ETA' |
COSA VUOL DIRE “INVECCHIARE”? |
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Se ci volessimo soffermare ad analizzare i dati relativi alla popolazione del mondo occidentale, scopriremmo che oltre il 65% di questa ha un’età superiore ai 55 anni, di cui il 40% supera i 70 anni.
Dovremmo essere soddisfatti di come le nostre ottime condizioni socio-economiche ci stiano permettendo di innalzare progressivamente l’età media dell’individuo occidentale, fattore che purtroppo non riguarda il restante 80% della popolazione mondiale, la cui aspettativa di vita si assesta di media sui 40-45 anni (vi sono ancora oggi Paesi nei quali la vita media di alcune etnie è di soli 32 anni, proprio come nell’Età della Pietra).
I numeri e le statistiche, per quanto freddi ed impersonali, possono rivelarsi necessari per comprendere che è una enorme fortuna invecchiare nel mondo occidentale e che la ricerca medica e scientifica ha compiuto passi importantissimi per consentire il prolungamento ed il miglioramento qualitativo della vita stessa.
TERZA ETA’: UNA RISORSA DA VALORIZZARE
In moltissime aree del nostro pianeta l’anziano ha un ruolo di grande importanza, indispensabile per l’equilibrio delle società in cui è collocato. Esso infatti viene spesso addirittura venerato per la capacità di guidare la propria comunità, diviene l’ autorità indiscussa grazie ad esperienze e saggezza accumulate, a cui tutti si rivolgono; sovente esso è anche guida spirituale, perché per alcune società – che certamente non corrono come la nostra - un tempo vissuto più a lungo significa maggiore cultura, evoluzione di spirito e visioni più ampie, sia nelle faccende materiali sia nell’equilibrio spirituale.
Da noi una persona viene definita “anziana” nel momento stesso in cui smette di lavorare, di produrre. Questo è il motivo principale, responsabile di fortissime crisi d’identità a cui seguono crisi psicologiche ed anche patologiche, talvolta dalle conseguenze decisamente preoccupanti. La persona in questione comincia a somatizzare, a sentirsi, a vedersi, improvvisamente “vecchio” ed è un gran brutto colpo; è proprio quello il segnale capace di mandare in disequilibrio la sfera psico- fisica, dal quale gli acciacchi si trasformano in vere e proprie patologie.